Cuore

esperti teatrali

Elena Pazzaglia

Chiara Migliorini

In collaborazione con:

Azienda USL 6 di Livorno - Zona Val di Cornia - U.F. Salute Mentale Adulti

Cuore coop. sociale

Ho seguito con molto interesse e piacere gli spettacoli che risono svolti ogni anno a conclusione del Laboratorio di Teatro condotto dalle operatrici del Teatro dell’Aglio con alcuni soggetti con disagio psichico e posso dire che ogni volta ho percepito delle emozioni molto intense e piacevoli.

La rappresentazione teatrale, come la musica e la poesia, è stata da sempre una delle espressioni artistiche capaci di arrivare a stimolare in chi ne è spettatore aree della mente meno soggette ai controlli inibitori della coscienza e quindi più antiche e istintive. Le sensazioni che ne derivano sono di conseguenza non solo di gradimento psichico ma anche di tipo fisico provocando un rilassamento muscolare e regolarizzando, tra gli altri, il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa.

Per chi è attore funziona invece come una “depurazione” dalle proprie tensioni psichiche e dal disagio in generale in quanto, passando in una dimensione di metafora e fantasia quale è la recitazione, si ha modo di esprimere più facilmente emozioni positive e negative che creano tensioni interne.

Alla fine anche nell’attore si realizza un rilassamento psichico e fisico.

Tutto ciò quindi, a conferma di quanto sostenuto da Kim Ameloti ed Elena Pazzaglia che il Teatro aiuta tutti noi ad essere vivi: nel corpo, nella mente, nelle emozioni.

dott.ssa Paola Guglielmi

Responsabile Unità Funzionale Salute Mentale Adulti - Zona Val di Cornia

 

Filottete al caffè (2007)

Giunte al sesto anno del laboratorio teatrale con il gruppo  Caffè Icaro, formato da utenti del Centro di Salute Mentale di Piombino, infermiere ed educatrici, ci eravamo riproposte di realizzare uno spettacolo insieme ai ragazzi e davvero possiamo dire che così è stato.

Partite dalla lettura dell’opera di Sofocle, che ci era parsa ricca di temi e stimoli interessanti, abbiamo iniziato a interrogare il gruppo per capire quale risonanza  si attivava dal confronto con le varie esperienze di vita. La risposta è stata immediata: ne sono nati discorsi, scritti, riportati sul diario del laboratorio teatrale, e improvvisazioni. Questo materiale, dopo una attenta rielaborazione, è stato inserito nello spettacolo, intrecciato a brani originali dello stesso Sofocle.

Il filo conduttore dello spettacolo non è la trama, che ha soltanto la funzione di attivare i personaggi, ma un oggetto: l’arco, che passa di mano in mano come un testimone, da un Filottete all’altro. L’arco, dono divino, è simbolo di forza, strumento di sopravvivenza e di difesa, oggetto amato e conservato con cura. Ci siamo domandati:  che cosa possiede ognuno di noi di altrettanto utile e prezioso? Cioè: che cosa ci da’ forza, ci aiuta a vivere, da che cosa non ci potremmo separare? Le risposte sono nello spettacolo.


Ass.ne Nuovo Teatro dell'Aglio - p.iva 01165590496 CF 90005630497
designed by Maurizio Canovaro © 2007-2012