venerdì 25 marzo 2011

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Fondazione Sipario Toscana - La città del teatro

Abusi d'Africa
In collaborazione con Giffoni film Festival


di Giuseppe Carrisi, Fabrizio Cassanelli, Alessandro Garzella, Francesco Niccolini, liberamente ispirato al libro “Tutto quello che dovresti sapere sull’Africa e che nessuno ti ha mai raccontato” di Giuseppe Carrisi

con Giuseppe Carrisi, Letizia Pardi
e con la partecipazione di Valentina Grigò e Matar Ndiaye

voce Francesca Della Monica
ideazione e messa in scena Fabrizio Cassanelli e Alessandro Garzella

Giuseppe Carrisi non è un attore.
E' un giornalista da sempre attivo nel sociale, innamorato dell'Africa e particolarmente esperto dei suoi problemi umani e politici. 
Sono molte le persone che subiscono le pressioni della società globale, attenta al profitto, al potere, al consumo acritico, alla mercificazione della violenza, divenuta ormai quasi un valore esclusivo che caratterizza la cosiddetta civiltà avanzata.
Queste logiche trovano un'applicazione particolarmente crudele e sistematica in Africa, terra dimenticata, governata dai falsi aiuti umanitari e da terribili ingiustizie sociali: povertà, pandemie, traffici illeciti, deportazioni di massa, conflitti endemici.
Una terra che sempre più scivola ai margini del mondo. Terra di conquista. Terra di inganni. Terra di promesse tradite. 
Da questi presupposti – e da questo vissuto umano e professionale - prende forma l'idea di una creazione scenica ispirata al nuovo libro di Giuseppe Carrisi, interamente dedicato alle ferite del Continente Nero. 
Un'opera narrativa e giornalistica che, in teatro, lascerà risuonare alcuni frammenti impressi tra gli occhi e l'anima di un testimone di storie atroci, di un messaggero di speranze inespresse. 
Immagini, musiche, echi di parole e visionarietà rimaste incise nella mente: solidarietà, informazione, coscienza, emozione, sdegno, paura, conoscenza…
L'opera vuole colmare un vuoto di informazione sul fenomeno Africa, sui legami che stringono questo continente al mondo occidentale e ai colossi asiatici, fino a strangolarlo poco a poco.  
Il percorso di messa in scena vuole evocare le memorie, gli incontri, gli orrori di una guerra infinita, mostrando però che il destino dell'Africa non è immutabile, che ciascuno di noi può anche immaginare, dopo tante stragi, un bel finale. L'Africa ha grandi potenzialità che hanno bisogno di essere sostenute dal coraggio del cambiamento, da scelte in grado di invertire la tendenza, di innescare un circolo virtuoso contro le ingiustizie, contro lo sfruttamento, attraverso l'affermazione di modelli di sviluppo  più solidali e sostenibili.  Ma soprattutto più rispettosi della dignità degli africani. Lasciando nelle loro mani il loro destino e il loro futuro. Finalmente!

durata:



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