Composizione drammatica tratta da Edipo Re e Edipo a Colono di Sofocle
Adattamento e regia di Mario Bernardini
Lo spettacolo riunisce e rielabora le due tragedie di
Sofocle, Edipo Re e Edipo a Colono, collegate nel mito dallo svolgersi di un’unica vicenda: le sventure della
stirpe dei Labdacidi. La seconda è conclusiva della vita di Edipo, che nel
sobborgo di Atene trova finalmente pace e sepoltura; la prima mostra il culmine
della sua vicenda umana, quando cioè, attraverso un tortuoso interrogare (e
interrogarsi), finalmente l’eroe scopre le verità nascoste dietro azioni che ha
considerato più o meno significative: l’uccisione di un ignoto viandante è
parricidio e il matrimonio con la regina vedova di Tebe, incesto. L’orrore per
l’accaduto lo ha indotto ad accecarsi e, poiché la città non può tollerare la
violazione del tabù, è andato in esilio, lontano, verso un luogo di pace e
purificazione. Ma la sua fama lo precede e, prima di accoglierlo, i Colonesi lo
interrogano per conoscere quanto delle dicerie che corrono corrisponda a
verità. Edipo dunque non può fare a meno di rievocare i terribili accadimenti.
Ma proprio attraverso il racconto e la memoria, potrà scendere purificato
all’Ade.
L'Edipo Re è stato lo spettacolo con cui venticinque anni
fa iniziò la storia del Teatro dell'Aglio. A distanza di cinque lustri
costituisce un omaggio e un azzardo recuperare quel primo lavoro: per
conoscersi e ri-conoscersi, per cogliere l’inevitabile mutamento. Venticinque
anni non passano invano, neanche per un gruppo teatrale: si modificano i corpi
e mutano le idee, le prospettive, le predilezioni. Del gruppo di allora
rimangono in numero esiguo; alcuni hanno scelto altre strade, altri sono
subentrati: innesti di nuove energie e di nuovi interessi. Ma dietro la
quantità di esperienze sgranate negli anni, rimane nel ricordo l’Edipo quale
mito fondante.








